LUNEDÌ 20 APRILE 2026: SCIOPERO NAZIONALE SCUOLA
CON MANIFESTAZIONE SOTTO IL MINISTERO,
ROMA, V.le TRASTEVERE, h. 9.00 – 14.00.
CONTRO L’ATTACCO ALLE FERIE ESTIVE.
CONTRO GLI SPRECHI MILITARI.
PER INVESTIMENTI SU SCUOLA, CASA E SANITÀ.
PER UNA PROVVISIONALE DI 200 EURO NETTI PER TUTTI A RECUPERO SULL’INFLAZIONE OLTRE GLI EFFIMERI “AUMENTI” CONTRATTUALI. PER LA 14ma MENSILITÀ.
CONTRO OGNI TENTATIVO DI SVOLTA AUTORITARIA NELLA SCUOLA
(==>Scarica e diffondi il volantino )
La proposta dell’ex ministra Santanchè, rivolta al governo ed al suo amico Valditara (che ne è stato entusiasta), di tagliare di 10 giorni le vacanze estive degli insegnanti perché le regioni redistribuiscano il pacchetto a loro piacimento, magari secondo i desiderata di Confindustria, è l’ennesimo affronto alla categoria. TAGLIAMO LE FERIE DEI PARLAMENTARI, a cominciare da condannati ed inquisiti! Bocciamo senza esitazione qualsiasi tentativo di stravolgere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti sull’edilizia scolastica e aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort: l’80% delle strutture scolastiche non è conforme alle norme di sicurezza, il 50% manca dell’agibilità.
CONTRO OGNI ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO
Il MIM ha messo in atto la schedatura degli studenti palestinesi, ha tollerato le campagne discriminatorie sull’esposizione della storia e dell’attualità avviate da un’associazione studentesca di Fratelli d’Italia, impone dall’alto nuove Indicazioni Nazionali(ste) senza alcun confronto con la comunità scolastica. Insiste inoltre con la FSL (ex PCTO), frutto di una visione aziendalista della scuola, e con le prove Invalsi, minimaliste e nozionistiche, strumento di schedatura e riduzione della complessità educativa.
PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ: CONTRATTO E STIPENDI DIGNITOSI
Il MIM vuole ridurre gli Istituti Tecnici a quattro anni abbassando la qualità e creando un esubero strutturale di migliaia di posti: nonostante il fallimento evidente della filiera 4+2, prova ancora ad imporre questo modello.
Il contratto-beffa firmato il 1° aprile mantiene gli stipendi della scuola italiana lontanissimi dagli standard europei, non permette di recuperare adeguatamente l’inflazione, il costo della vita e gli arretrati. Infatti, al contrario dei toni trionfalistici dei sindacati firmatari, gli aumenti reali previsti dal contratto ammontano alle seguenti cifre:
euro 106,14 netti (151,73 lordi) di aumenti stipendiali per i docenti;
euro 88,04 netti (125,85 lordi) di aumenti stipendiali per gli ATA – Dsga esclusi;
euro 688,90 netti (984,78 lordi) di arretrati per i docenti;
euro 499,05 netti (713,39 lordi) di arretrati per gli ATA – Dsga esclusi.
Altro che “rinnovo”: tra aumenti insufficienti e arretrati una tantum, il contratto non recupera che un quarto di quel 24,9% del precedente potere d’acquisto mangiato dal carovita negli ultimi 4 anni.
Chiediamo:
– la quattordicesima e una provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti;
– equiparazione degli stipendi della scuola agli standard europei, con aumenti mensili netti di 1000 euro per i docenti e di 550 per gli ATA e l’innalzamento della retribuzione dei docenti all’ottavo livello, come fatto per i Dsga;
– un accordo sui nuovi profili professionali ATA, risarcimento e adeguamento di pensioni e stipendi per gli ATA ex Enti Locali, dopo ben dieci sentenze favorevoli della Corte Europea;
– abbassamento a 65 anni dell’età pensionabile;
– assunzione tramite graduatoria titolo/servizio per docenti e ATA precari e riduzione del numero di alunni per classe;
– attivazione del doppio canale di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni;
– assunzione di almeno 30000 collaboratori scolastici e 30000 tra segretari e tecnici;
– stabilizzazione degli specializzati di sostegno e percorsi seri di abilitazione con istituzione di un’apposita classe di concorso;
– stato giuridico e mansionari dignitosi per il personale educativo.
PER UNA SCUOLA PUBBLICA, DEMOCRATICA E SENZA DIFFERENZIAZIONI REGIONALI
L’Unicobas dice NO all’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, che incrementerebbe i già pesantissimi divari territoriali.
Vogliamo un contratto specifico per la scuola fuori dai diktat del D.Leg.vo 29/93, che impedisce aumenti superiori all’inflazione programmata.
Rifiutiamo tutte le forme di privatizzazione in atto: dal meccanismo del silenzio-assenso per l’adesione ai fondi pensione all’assicurazione sanitaria integrativa.
Il sistema pubblico di previdenza e sanità deve rimanere universale, equo e finanziato collettivamente e non rispondere agli interessi delle lobbies finanziarie e assicurative, ma ai bisogni reali di docenti e personale.
Diciamo no ai presidi-manager e chiediamo l’istituzione del Preside elettivo, sul modello spagnolo.
PER UNA POLITICA ESTERA COERENTE: NO SPESE MILITARI, SÌ INVESTIMENTI SOCIALI (SCUOLA, CASA, SANITÀ)
Di fronte alle vergognose guerre scatenate da Putin, dalla Nato, da Trump e Netanyahu e alla sostituzione etnica in atto in Palestina, pretendiamo che il Governo metta in atto provvedimenti adeguati quali:
– affrontare immediatamente le conseguenze sul costo della vita delle guerre;
– protestare adeguatamente contro le continue violazioni del diritto internazionale e umanitario;
– tagliare la collaborazione militare con Israele e USA;
– riconoscere l’entità autonoma palestinese.
