DIRITTI UMANI COME E’ DIFFICILE VEDERLI APPLICATI

Quando si parla di Diritti Umani si entra in un campo pieno d’insidie.
La legge è chiara, bellissima. Se tutti applicassero ciò che è stato scritto non ci sarebbe ciò che vediamo ovvero la violazione di essi.
La prima domanda che ci dobbiamo fare è perché sono stati scritti i Diritti Umani.
La stesura dei diritti umani attinge a epoche lontane, addirittura nel 539, quando Ciro il grande, dopo aver conquistato la città di Babilonia, liberò tutti gli schiavi permettendo loro di tornare a casa.
Si parla in special modo degli ebrei che per 70 anni erano stati sotto il tallone tirannico.
Inoltre dichiaro’ che la gente avrebbe dovuto scegliere la propria religione.
Il cilindro di Ciro, una tavoletta di creta che conteneva le sue affermazioni, è la prima dichiarazione dei diritti umani della storia.
La domanda che ci vogliamo fare è se per ottenere Diritti Umani è necessario passare attraverso soprusi e violenze che qualcuno poi giudica negativamente.
Senz’altro è cosi.
Se analizziamo ciò che l’Europa ha commesso nel corso dei secoli vediamo come al centro della sua politica di conquista c’è sempre stato il desiderio di supremazia verso altri popoli, il bisogno di realizzare una nuova economia ai danni di culture millenarie.
Quando dall’Inghilterra, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Francia, dall’Olanda sono partite intere flotte di cittadini poveri invogliati dal Potere a imbarcarsi con la prospettiva di terre da lavorare, case da costruire, terreni da coltivare, per realizzare una vita diversa abbandonando la miseria in cui vivono nei loro paesi, già era programmato lo sterminio di intere popolazioni.
Le stragi di Maya, Inca, Aztechi che da millenni abitavano nei territori dell’America latina e avevano dato adito a culture millenarie sono la prova inconfutabile di una soppressione dei Diritti Umani ovvero non pensare minimamente alle conseguenze per questi popoli costretti a disperdersi, a perdere la connotazione di nativi, a fuggire da usi, costumi e tradizioni che li avevano accompagnati per millenni.
Gli spagnoli e i portoghesi sono stati in nome del potere che li manovrava capaci di sterminare intere famiglie, donne e bambini, uomini capaci di vivere in pace e in armonia con la natura circostante.
Oggi non si sente più parlare di queste popolazioni perché di fatto non esistono più, solo nei libri di storia.
Bartolomeo de las Casas sottolineo’ le barbarie che i suoi compatrioti perpetrarono nei confronti di questi nativi.
I Diritti Umani non esistevano seppure c’era il Cilindro di Ciro che poteva essere preso ad esempio come guida per un più corretto comportamento.
L’Europa, comunque non si è accontentata di sterminare questi popoli ma, spostandosi più a nord ha pensato bene di intravedere nei territori dei nativi delle pianure ricchezze da sfruttare.
Più persone arrivavano dall’Europa più le persone che abitavano quei territori erano in pericolo.
I loro Diritti erano negati.
Si parla di genocidio ed etnocidio ovvero dello sterminio non solo dei rappresentati di quelle terre ma anche della soppressione di usi e costumi, della loro religione, della loro identità di persone.
Si parla che 100 milioni di nativi sono stati uccisi dall’Europa attraverso i suoi eserciti che ha commesso genocidi inauditi.
Sand creek, la strage sul fiume washita, Wounded Knee sono state pagine di infinita tristezza.
I nativi americani vedevano la loro vita scomparire sotto i colpi flagellanti degli eserciti mandati dai Governi per accaparrarsi i loro territori e le loro ricchezze.
I Diritti Umani di queste persone erano inesistenti. La loro soppressione era determinata dalla politica di sporchi capitalisti il cui interesse primario era la loro ricchezza personale,
Bisonti, territori da sfruttare dove la ferrovia doveva circolare per trasportare passeggeri e merci in tempi più brevi, oro nelle montagne, le Black Hills, che arricchivano persone provenienti da tutte le parti della terra, risorse idriche, alberi, tutto era ormai nelle mani dei nuovi ricchi. Nel tempo si sarebbe anche costretto coloro che avevano con la forza mandato via i nativi, a lasciare i territori conquistati da compagnie impegnate nell’estrazione del petrolio.
I coloni che avevano mandato via i nativi a colpi di fucile e cannone venivano allontanati con la forza da altri che in nome del petrolio vedevano realizzare ancora più profitto.
I primi che avevano soppresso i Diritti Umani dei nativi adesso erano costretti a non veder riconosciuti i propri Diritti.
Altro mattone infausto per l’Europa è stato il prelevamento dall’Africa di milioni di africani per essere portati via con la forza dalla loro terra e trasferiti sul territorio americano per essere merce da lavoro.
La schiavitù non era altro che un modo per realizzare i grandi profitti che le multinazionali europee intendevano realizzare.
Cotone e tabacco rendevano alle compagnie milioni di dollari e tutto a svantaggio dei Diritti Umani degli africani.
Attraverso i libri di storia abbiamo appreso delle indicibili sofferenze del popolo nero stuprato, ucciso, violentato nella dignità e nel proprio essere.
La schiavitù rappresenta una pagina vergognosa della politica amerikana che si è sempre ritenuta paladina della democrazia.
I Diritti Umani che andrà nel tempo a redigere sono stati cancellati da lei stessa per moltissimi anni con la soppressione di intere culture, di razze, di modi di pensare, di interi territori.
Oggi i nativi sono confinati in riserve dove alcool e droga fanno da padroni.
Gli afroamericani sono vessati sul territorio americano dalle polizie locali dopo che per tanti anni sono stati oggetto di segregazione e razzismo.
Abbiamo fatto una breve carrellata di ciò per cui c’era la necessita’ di una stesura dei Diritti Umani.
Nel tempo ci sarebbero state altre vessazioni.
E’ il caso del genocidio Armeno con il suo milione e mezzo di morti a opera dell’impero turco.
Ci sarebbe stata la prima guerra mondiale dove milioni di soldati sono morti in virtù delle pretese di governi totalitari dediti all’accaparramento di confini e ricchezze territoriali, idriche e minerarie.
Anche in questo caso i Diritti Umani di queste vite sono stati immolati al vantaggio di poche persone ovvero i rappresentanti delle multinazionali, i rappresentanti del capitale, i padroni della guerra.
Si arriva cosi alla seconda guerra mondiale.
L’Olocausto abbraccia 17 milioni di persone perite durante questo periodo.
Solo la Shoah prende in considerazione la scomparsa di sei milioni di ebrei.
I porjamos la perdita di un milione di vite umane.
C’era la necessità di scrivere un semplice trattato dove i Diritti Umani finalmente apparivano chiari e significativi ?
Nel 1948, dunque, ecco che compare “La dichiarazione universale dei Diritti Umani”, il primo documento che faceva l’elenco dei 30 diritti che spettano a tutti!!
La domanda adesso che ci dobbiamo fare è se questi diritti sono stati applicati nella storia dopo la seconda guerra mondiale.
Qualcuno dirà senz’altro no e ha ragione perché quello che abbiamo letto, visto, non è certo di sollievo.
Il diritto umano menzionato per primo nella Dichiarazione Universale è il più significativo e prima di rispondere alla domanda è bene prenderlo in considerazione.
” Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza “.
Bellissimo.
Quando il bambino nasce è libero, svincolato da condizionamenti ed è uguale agli altri.
Facciamo degli esempi.
Se nasce in Africa, in certe zone desertiche o povere o prive della gioia che può portare un sorriso ad un bambino, quest’ultimo trova il modo di relazionarsi con gli altri bambini in modo semplice. Se gioca a calcio, nonostante le differenze linguistiche o religiose, trova la soddisfazione nel gioco con gli altri bambini.
Magari una palla fatta di stracci e a piedi nudi eppure la sua contentezza è la base dell’essere nato libero pur povero.
E’ uguale agli altri perché tutti si sentono parte delle squadre in campo, il gioco diventa espressione di uguaglianza.
Tutti vanno a scuola e se non ci possono andare a motivo della povertà tutti sono liberi e uguali nella stessa.
Pensiamo ora a un bambino che nasce da genitori stranieri sul territorio italiano.
Nasce libero, svincolato dai problemi dei propri genitori. Se giocherà a calcio si relazionerà con bambini provenienti da tutte le culture, con lingue differenti.
Eppure il pallone sarà il veicolo di unione tra loro.
L’uguaglianza si determina nel comportamento che tutti tengono sia nel giocare nel medesimo campo o nell’andare tutti insieme a scuola.
Non esiste colore della pelle, non esiste razzismo, non esistono condizionamenti se non trasmessi dai genitori.
Gli esseri umani, dice ancora il Diritto numero uno, sono dotati di ragione e di coscienza.
La ragione dovrebbe spingere l’essere umano alla non ripetizione degli errori ovvero a migliorarsi.
Il popolo di Israele che ha perso i suoi figli nella misura di sei milioni di vittime non ha fatto uso della ragione come evidenziato nel Diritto numero uno.
” Per non dimenticare” era stato detto.
Le immagini dei campi di sterminio, dei camini dove i fumi altissimi presupponevano l’incenerimento di migliaia e migliaia fra donne uomini e bambini dovevano portare a una riflessione maggiore. La ragione in questo caso sarebbe servita a non dimenticare e a fare buon uso della vita a seguire.
L’occupazione dei territori palestinesi, la soppressione di migliaia di vite umane, solo nel 1948 14 mila morti, 760.000 persone in fuga dalle loro case e oggi decuplicati, portano alla riflessione che niente è cambiato nell’animo umano.
Sappiamo tutti cosa è oggi è la Palestina.
Uno Stato vessato dal governo israeliano che usa tutte le armi in suo possesso per depredare territori, far uso delle risorse palestinesi e accaparrarsene, imprigionare politici, giornalisti e operatori umanitari perché contrari alla politica verticistica di israele.
Dove sono i morti che dovevano portare Israele a una riflessione diversa?
Dove è finita la memoria?
La ragione è collegata alla presa di coscienza.
Se non si prende coscienza delle cose anche la ragione diventa vuota.
Per essere liberi dobbiamo usare la ragione per capire la parte dove stare oppure che certi avvenimenti sono determinati soltanto dalla forza di potere il cui unico scopo è andare verso il profitto.
Se la ragione ci permette di operare un simile pensiero abbiamo stimolato la nostra coscienza e potremo agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
La fratellanza è quell’ideale che facendo uso di ragione e coscienza ci permette di abbracciare un mondo diverso fatto di colori diversi, di idee complementari, di unicità di valori.
Bob Marley, noto cantante reggae, in una sua canzone scrisse “ONE WORLD ONE NATION”.
Perché Marley parlo al suo popolo dedicandogli una canzone con questo contenuto?
UN SOLO MONDO UNA SOLA NAZIONE.
Che tipo di mondo?
Che tipo di nazione?
Un mondo fatto di fratellanza, di applicazione dei Diritti Umani, di rispetto per la dignità umana.
Dignità e diritti
Se rispettiamo l’individuo vuol dire che diamo dignità alla sua persona e ci mettiamo nei suoi panni ovvero usiamo empatia.
In questo caso siamo uguali in dignità e diritti.
La fratellanza non è un concetto astratto ma è l’esatto binomio tra ragione e coscienza
Quando ragione e coscienza lavorano insieme allora si va incontro agli altri che soffrono, che stanno male, che incontri. Allora si crea lo spirito di fratellanza ovvero un solo mondo e una sola nazione.
La domanda che ci dobbiamo fare adesso è se il popolo africano ha capito il messaggio di Bob Marley.
Non lo ha capito,
Hutu e Tutsi, per il gioco di compagnie straniere, si massacrarono a vicenda producendo un milione di vittime.
Ancora una volta i Diritti Umani calpestati.
L’Eritrea di Isaias Afewerki è oggi uno dei peggiori regimi al mondo. Dove la guerra con l’Etiopia è usata per giustificare un servizio militare a tempo indeterminato. E dove avere un passaporto è quasi un miraggio. Gli ultimi attacchi sono stati rivolti agli ospedali cattolici.
Michelle Bachelet, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha deplorato “le molteplici e gravi segnalazioni di presunte gravi violazioni dei diritti umani, del diritto umanitario e dei rifugiati” commesse da tutte le parti in conflitto nel Tigray. In un aggiornamento al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr) sulla situazione nello Stato settentrionale dell’Etiopia, Bachelet ha affermato che il conflitto “è continuato senza sosta” e “rischia di estendersi all’intero Corno d’Africa”
Negli ultimi mesi, ha detto, “detenzioni di massa, uccisioni, saccheggi sistematici e violenze sessuali” hanno creato “un’atmosfera di paura e un’erosione delle condizioni di vita che hanno portato allo sfollamento forzato della popolazione civile del Tigray. La sofferenza dei civili è diffusa”.
L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, lancia l’allarme per centinaia di migliaia di sfollati nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC) che non solo vivono in condizioni disastrose senza un’adeguata assistenza, ma sono esposti quotidianamente a violazioni estreme dei diritti umani.
Circa 300.000 persone, soprattutto donne e bambini, sono state costrette alla fuga a seguito dell’ondata di brutali attacchi di vari gruppi armati nelle province dell’Ituri e del Nord Kivu
In tutta l’Africa Subsahariana, le persone hanno difeso i propri diritti sfidando proiettili e pestaggi, conflitti e repressione di stato.
“Nel 2019 abbiamo visto l’incredibile forza del popolo nelle proteste di massa nell’Africa Subsahariana. Dal Sudan allo Zimbabwe, dalla Repubblica Democratica del Congo alla Guinea, le persone hanno affrontato repressioni brutali per difendere i propri diritti“, ha dichiarato in una nota ufficiale Deprose Muchena, direttore di Amnesty International per l’Africa orientale e meridionale.
Quanto alle esecuzioni messe in atto, il nome che ricorre ancora con violenza è quello dell’Egitto. Proprio il Paese con cui l’Italia ha deciso di riprendere rapporti diplomatici nonostante le proteste di tante associazioni che difendono i diritti umani e chiedono verità per l’uccisione di Giulio Regeni, infatti, ha eseguito 44 delle 64 esecuzioni che hanno interessato tutta l’Africa.
Il rapporto di Amnesty International che riguarda 160 paesi nel mondo. E’ un elenco di violazioni e soprusi. I governi dei paesi più potenti sono responsabili di queste situazioni perché non solo non fanno niente ma permettono queste cose per i loro oggettivi motivi.
Centinaia di migliaia di civili feriti e uccisi; milioni di persone costrette a fuggire dalle terre d’origine per vedersi negare rifugio, protezione e assistenza. I venti di guerra e di terrore che spirano violenti sui nostri tempi non lasciano ben sperare riguardo al rispetto tra i popoli e le genti nei tempi a venire.
In Bosnia i fili spinati si ergono in altezza e in larghezza.
Le aziende che producono filo spinato fanno affari miliardari.
I governi ordinano in continuazione filo spinato.
La Bosnia, per non far sconfinare i migranti, innalza barriere con filo spinato elettrificato accompagnate da droni sofisticati che sorvolano questi nuovi muri per identificare coloro che si vogliono allontanare per conseguire un futuro migliore.
L’Europa ancora una volta è protagonista.
Non è bastato ciò che è stato fatto in passato
Adesso poteva essere il momento della redenzione.
Invece è sprofondata ancora di più nella melma dei fascisti, dei nazionalisti, dei sovranisti, dei razzisti, dei divisionalisti, dei padroni corrotti e menzogneri.
Le polizie di tutto il mondo, alimentate dai governi, sono sulle piazze a sprangare i diseredati, i poveri della terra, coloro che non hanno colpe se non quelle di essere stati cacciati dai loro territori.
Si, perché di questo si tratta.
Per gli interessi di pochi si fa tabula rasa della Siria, del Bangladesh, del Myamair, dell’Afghanistan.
I poveri del mondo scappano e sperano in qualcuno che provi pietà per loro.
I ricchi del pianeta devono sperare che i poveri del mondo non uniscano le forze per dire a forza di manifestazioni BASTA.
Abbiamo guardato un solo Diritto Umano, il più importante anche se sono tutti importanti
Questo articolo uno è la base da cui dipendono tutti gli altri.
La ragione non è per tutti
la coscienza non è di tutti
Lo spirito di fratellanza non appartiene a tutti
La dignità non viene riconosciuta a tutti
la libertà viene negata a molti
Gli esseri umani non vanno incontro gli uni agli altri perché molti di loro sono fascisti e vogliono un mondo fatto di violenza, filo spinato, senza poveri, con Centri commerciali alti come palazzi, con centri di accoglienza simili a lager.
Ecco perché è difficile parlare di Diritti Umani.
E’ l’impegno, il lavoro verso gli altri che non deve cessare.
E’ l’unità tra ragione e coscienza che apre quella finestra di libertà attraverso la quale possiamo cogliere l’amore verso gli altri, quello a cui Bob Marley tendeva con la sua canzone ONE WORLD.
Non solo Bob ma anche Lennon immaginava lo stesso mondo nella sua canzone Imagine
Imagine è forse la canzone più conosciuta e amata di John Lennon, un brano che nel tempo è diventato un vero e proprio inno di speranza. In questa canzone, infatti, il leggendario musicista immagina un mondo migliore, dove non ci siano più guerre ma solo essere umani che vivono in pace.Sembra essere stata scritta esattamente per l’epoca che viviamo.
Un inno alla fratellanza, all’amore universale, alla pace ad ogni costo. Un brano che è diventato spada fendente per chi ancora oggi crede e combatte contro i soprusi e le disuguaglianze.

il coordinatore dell’ufficio immigrati Franco Marrucci.

CONFEDERAZIONE ITALIANA DI BASE UNICOBAS
UFFICIO IMMIGRATI
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