LA MENZOGNA DELLO STATO DI ISRAELE

Oggi ci occupiamo di Palestina

sappiamo che al momento i palestinesi non possono lasciare il loro territorio a motivo dell’Apartheid esistente.
Se aprissero le frontiere certamente saremmo contenti perché vorrebbe dire che i fratelli palestinesi sono scampati ad un eccidio.
Ma attualmente le frontiere sono chiuse e anche se dicono che sono la nazione più democratica dell’Universo sappiamo che questa è una menzogna planetaria.
L’ambasciatore di Israele, nella relazione presentata all’ONU sulla situazione esistente, non ha esitato a sostenere che i palestinesi sono cattivi.
Sono cattivi come gli indiani d’America, lo dicevano gli europei che avevano colonizzato i loro territori, ” l’unico indiano buono è un indiano morto “.
Stessa cosa accade oggi in Palestina.
Si vuole far sparire i palestinesi dai loro territori e lo stanno facendo attraverso le politiche colonialistiche e razziste che il governo di Israele sta attuando.
Perché colonialistiche ?
Ebbene i coloni arrivati da tutta la terra abitata hanno bisogno di territorio, case da abitare, terreno da far fruttare.
Si rubano dunque le case ai palestinesi con l’aiuto dei soldati israeliani.
Arrivano i bulldozer e smantellano case che i palestinesi hanno da secoli, da tradizioni antiche.
Le immagini che giungono fanno vedere case distrutte e l’arroganza dei coloni sionisti con l’aiuto dei soldati picchiare, arrestare, deportare la migliore gioventù palestinese, donne, bambini e addirittura persone anziane.
Il governo palestinese non sta muovendo un dito.
Nessuna presa di posizione sulla violenza esercitata dall’esercito israeliano a Gerusalemme.
Giovedì, l’esercito d’occupazione israeliano ha notificato a sette cittadini palestinesi la decisione di demolire le loro case ad al-Khalil/Hebron e ha rimosso una casa prefabbricata di proprietà palestinese a Betlemme.
Il funzionario locale Rateb al-Jabour ha detto che sette cittadini hanno ricevuto avvisi di demolizione contro le loro case nella zona di Ma’in, ad est di Yatta, al-Khalil/Hebron.
Lo scorso anno, l’esercito israeliano aveva demolito decine di case e strutture nella zona di Ma’in.
A Betlemme, le forze israeliane hanno smantellato e confiscato una casa prefabbricata nella zona di Umm Rukbah, nella cittadina di al-Khader, appartenente ad un residente locale.
La stessa area è stata più volte sottoposta alle campagne di demolizione israeliane.
Questa è la colonizzazione più selvaggia operata dal 48.
Sappiamo che dal 37 gli eserciti sionisti hanno depredato i territori palestinesi sul modello di ciò che fecero gli europei con gli indiani d’America.
Invasione, uccisioni di massa, instaurazione di presidi militari a protezione degli insediamenti dei coloni, invio dei nativi in riserve lontani da occhi indiscreti dove nel tempo fame, droga, alcool hanno finito per distruggere ciò che rimaneva della grande nazione rossa.
La stessa cosa hanno fatto i sionisti.
Ma non vogliamo fare la storia dei crimini passati dello Stato di Israele dove tutti sapevano e nessuno ha fatto niente per fermarlo.
Vogliamo fermarci al nostro tempo.
L’ambasciatore israeliano all’ONU ad un certo punto ha tirato fuori dalla borsa un sasso ed ha voluto dimostrare con quella prova la cattiveria dei palestinesi.
Poveri soldati israeliani che subiscono l’ignominia di ricevere sassate in faccia.
Gli indiani d’America scagliavano le frecce , i palestinesi le pietre.
Perché i palestinesi tirano le pietre?
Perché l’esercito israeliano fa uso di armi sofisticatissime. tecniche da combattimento esportate in tutti i governi fascisti del mondo, bulldozer con cui radono al suolo case e proprietà palestinesi, bombe al fosforo bianco proibite ma nel loro caso perfettamente legali, carrarmati di ultima generazione.
Il palestinese, per difendere la propria libertà, è costretto alle pietre e alle mani.
Infatti la gioventù palestinese è in carcere perché sorpresa a tirare sassi contro i blindati dei soldati.
Le donne palestinesi, le migliori combattenti in termini di urlare la mancanza dei diritti umani, vengono arrestate e sottoposte a brutalizzazione da parte dei militari e delle donne assoldate dall’esercito assimilate a capot.
La menzogna diventa dunque un alibi.
Il signor ambasciatore ha irriso il pubblico presente con un sasso nella mano per far vedere il grande pericolo esistente.
Il silenzio è preoccupante.
Nessuno ha urlato ” che cosa stai dicendo? “.
Il governo palestinese non ha detto una sola parola a riguardo a dimostrazione che i governi sono tutti uguali.
Quando ci sono cose che riguardano la ricchezza derivante da affari intercorsi tra le parti si capisce anche il silenzio di un governo.
Questo governo non rappresenta minimamente il popolo, Gerusalemme è stata bombardata per notti intere ma nessun intervento da parte del governo per la popolazione.
Le case vengono smantellate ?
Nessun intervento del governo a riguardo.
L’ambasciatore israeliano spara cazzate?
Nessun intervento da parte del governo.
Il popolo palestinese è solo.
La solidarietà che giunge dalle parti nel mondo dove opera mostra tanta gente affratellata alla Palestina.
Si manifesta, si invia denaro tramite la multinazionale Money Transfert, si inviano generi di prima necessità attraverso le onlus presenti sui territori, si manifesta nelle piazze, si operano incursioni come lo scorso mercoledì 19 maggio dove 4 militanti di “Palestine Action” hanno scalato un capannone della UAV Tactical Systems, sussidiaria israeliana della Elbit Systems e della società aerospaziale francese Thales, a Leicester denunciando le azioni di Tel Aviv e le complicità di Londra con la colonizzazione e con l’apparato bellico israeliano.
Pur di non scendere dal tetto della fabbrica di droni che avevano bloccato, gli attivisti di “Palestine Action” hanno bevuto l’acqua piovana visto che le scorte di cibo e acqua a disposizione erano terminate e la polizia aveva fermato e denunciato altri due compagni che tentavano di rifocillarli.
Gli attivisti, che vestivano tute rosse, hanno appeso all’edificio striscioni di condanna nei confronti della collaborazione militare con Israele e del trattamento riservato dallo “stato ebraico” alla popolazione palestinese, mentre era ancora in corso il bombardamento della Striscia di Gaza da parte delle forze militari di Tel Aviv che ha causato circa 250 vittime. Nel corso della protesta centinaia di solidali e di abitanti di Leicester e delle località limitrofe hanno manifestato il proprio sostegno, sventolando bandiere e gridando slogan di solidarietà con la lotta del popolo palestinese e a favore del boicottaggio di Israele.
I membri di “Palestine Action” hanno voluto denunciare le complicità di Londra con la colonizzazione e con l’apparato bellico israeliano. Infatti lo stabilimento, situato all’interno del “Meridian Business Park” (un parco industriale alla periferia di Leicester) costruisce veicoli senza pilota “Hermes” che i manifestanti sostengono siano stati utilizzati da Israele contro la popolazione di Gaza durante le operazioni militari iniziate il 10 maggio.
Uno dei droni teleguidati prodotti dalla società presa di mira è il veicolo “suicida” Skystriker, che può rimanere sospeso in aria per ore prima di puntare un bersaglio e farsi esplodere; secondo gli analisti, questo modello sarebbe stato abbondantemente impiegato dalle forze armate dell’Azerbaigian nel conflitto dello scorso autunno contro le forze armene per il controllo del Nagorno-Karabakh. Inoltre la Elbit fornisce a Israele sistemi di sorveglianza e tecnologie di rilevamento elettronico per il muro realizzato in Cisgiordania. La protesta ha costretto l’azienda a sospendere la produzione; inoltre gli attivisti affermano di essere riusciti a penetrare all’interno della struttura e di aver potuto osservare la carlinga di un drone in costruzione. «Elbit testa le sue armi sui palestinesi e usa Gaza e la Cisgiordania come siti per i suoi test dal vivo» ha dichiarato Huda Ammori, di “Palestine Action”, alla stampa.
Quando la polizia, presente in forze, ha arrestato alcuni membri del gruppo che tentavano di far arrivare cibo e acqua ai compagni arrampicati sul tetto dello stabilimento, due degli “occupanti” hanno deciso di scendere – e sono stati a loro volta arrestati – per permettere agli altri due di resistere più a lungo con le scorte a disposizione. Nel corso della protesta il presidente del Leicester Brigades Union (FBU) Graham Vauxil ha annunciato che, essendo il sindacato solidale col popolo palestinese, i suoi affiliati non avrebbero partecipato ad alcuna azione repressiva nei confronti dei manifestanti.
In un comunicato “Palestine Action” ha annunciato che nelle prossime settimane sanzionerà di nuovo la Elbit Systems – che in Inghilterra possiede in totale dieci tra stabilimenti produttivi e uffici – denunciando che l’azienda «trae profitto dalla morte», come recita una scritta tracciata con lo spray rosso su una delle facciate del sito di Tamworth. Fin dalla sua costituzione il gruppo di solidarietà con il popolo palestinese ha intrapreso già varie azioni di denuncia e boicottaggio nei confronti di una delle maggiori produttrici israeliane di armi e sistemi bellici.
La produzione di filo spinato è un’altra peculiarità del governo israeliano.
Si sono ormai individuate aziende che producono filo spinato.
Le famose “Concertine”, prodotte ormai in molte parti della terra tra cui la Ferro bulloni italica, sono adottate da Israele per delimitare i territori occupati.
Il muro non è altro che un gigantesco apparato dove cemento e concertinas sono amalgamate in un tutt’uno per non far uscire o salire i palestinesi che si trovano pertanto in una prigione a cielo aperto.
La menzogna è dunque l’arma con cui lo stato di Israele intorpidisce la massa, il fascismo ha sempre fatto largo uso della menzogna.
Lo stato di Israele attua le sue menzogne distruggendo prove, asserendo falsità, sostenendo che immagini e libri della controparte sono menzogne ben costruite.
Ma la verità viene sempre a galla.
Non sono forse stati ritrovati i resti della povera gente uccisa dalla brigata Alexandroni a Tantura?
Eppure avevano sempre detto che a Tantura non era accaduto niente.
Abbiamo oggi tantissimo materiale per cui possiamo arricchire la nostra cultura.
Basta informarsi e non fermarsi alla retorica della Shoah.
la Shoah è stata una grande catastrofe ma come dice Moni Ovadia non si può prendere una grande catastrofe per giustificare gli eccidi compiuti ai danni del popolo palestinese.
il coordinatore dell’ufficio immigrati Franco Marrucci.

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